Confetti a colazione - Aura ConteConfetti a colazione

Per lei il matrimonio è solo un business.
Lui è un “cinico” che odia i legami.
Chi si innamorerà per primo?

Genere: Commedia romantica, Humor, Chick lit.
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“Confetti a colazione” di Aura Conte
© Copyright 2018 Aura Conte – Tutti i diritti riservati.

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“La maggior parte della gente si merita a vicenda.”

– Arthur Bloch –

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CAPITOLO 1

Vera Reid

CINQUE MESI PRIMA
Il matrimonio.
Quel giorno speciale che fin dall’infanzia centinaia di migliaia di bambine immaginano come un sogno da realizzare.
Il giorno più importante della loro vita.
Il giorno in cui tutti i loro sogni diventeranno realtà.
Come si può odiare qualcosa del genere? Non si può e non si deve!
Per questo motivo ci sono persone come me.
Persone che non hanno mai sognato di sposarsi, di indossare l’abito bianco e percorre la navata per convolare a nozze con l’uomo perfetto.
Bensì, esseri umani in grado di decidere per gli altri quale abito indossare, dove sposarsi, qual fiore scegliere in base alla sposa e alla location, quale torta e quale gusto sia migliore per rendere felici tutti gli invitati.
Persone intelligenti, individui che sanno perfettamente che il matrimonio non è solo un momento di realizzazione personale, bensì un business.
Perché se c’è qualcosa a questo mondo che non conosce tempi morti o crisi… sono i matrimoni.
Può succedere di tutto: possono scoppiare guerre, ci possono essere inondazioni, possono cambiare i papi… eppure i matrimoni si svolgono sempre, ovunque.
Non importa arrivare al fatidico , ma organizzare le nozze fino a giungere a quell’istante.
Perché, a quel punto, i clienti hanno già pagato per il pacchetto completo.
Ed è per questo motivo che ogni mattina mi alzo, vado a prendere il mio caffè decaffeinato al bar sotto casa mia e mi dirigo a bordo della mia auto dritta verso il mio posto di lavoro.
Una sicurezza, una miniera d’oro situata a pochi passi dal boardwalk di Atlantic City.
Ecco che cosa penso ogni volta che parcheggio davanti al nostro showroom, Confetti[1]… soldi.
Tre generazioni di donne si sono alternate nella gestione di questa impresa di famiglia e da due anni, la patata bollente è passata nelle mie mani e in quella delle mie tre sorelle: Carol, Alyson e Katie.
Ovviamente, siamo tutte e quattro single perché dobbiamo concentrarci sul nostro business, mica possiamo pensare agli uomini!
Fisso l’insegna e poi sposto lo sguardo verso quello che in futuro sarà il mio prossimo obiettivo.
Realizzerò ciò che mia nonna non è riuscita a fare, ampliare lo showroom e migliorare il nostro angolo di paradiso.
Lì, dove in questo momento c’è una bellissima insegna con scritto vendesi e ben cinque vetrine vuote.
Già riesco a immaginare la nuova ala dello showroom, tanti abiti da sposa esposti in ognuna di quelle vetrine, indosso ai nostri bellissimi manichini.
Faccio un lungo respiro e colma di gioia, mi avvio verso il negozio.
Appena entro, mi avvicino al bancone e fisso mia sorella Alyson, la quale sta controllando uno dei tanti abiti da sposa, circondata da stoffe di ogni tipo.
«Grazie al cielo, sei arrivata. Ti devo parlare con urgenza!» mi blocca immediatamente Carol, raggiungendoci.
Sono le otto e dieci del mattino, ho compiuto meno di dieci passi all’interno dello showroom e come sempre, non faccio in tempo ad arrivare al mio ufficio che già iniziano i problemi.
Con un piccolo gesto, la invito ad aspettare un minuto, il tempo di bere l’ultimo sorso di caffè e poi, la faccio sfogare.
Se non ci fossi io in questo posto, saremmo rovinati!
«Ho parlato con Jean Gabin, non ce la faccio più! Ha ricominciato a lamentarsi sul suo status di grande chef. Vuole scegliere ogni singolo dolce, indipendentemente dai gusti degli sposi. Ti prego, chiamalo e fallo ragionare, ha proposto una torta al cioccolato e lo sposo ne è allergico. Non riesco più a gestire Gabin, mi fa solo venire voglia di strozzarlo!» si lamenta Carol, infuriata.
Lei è la responsabile del catering e ultimamente, il nostro pasticciere di fiducia non smette di farla impazzire. Soprattutto, da quando ha partecipato a un talent show di cucina su una rete locale di Atlantic City.
Da quel momento, è diventato uno dei pasticceri più conosciuti della città e ha iniziato a dare di matto, sentendosi una celebrità.
«Maledetto talent show, di sicuro vorrà un aumento come l’ultima volta. Lo chiamerò nel pomeriggio, prima non posso. Devo incontrare la sposina del matrimonio Jefferson. Mancano pochi mesi alle nozze e ancora non ha scelto il vestito…» dico a Carol, provando a tranquillizzarla.
«È già qui, sta provando di nuovo l’abito a sirena di Donna Karan» mi interrompe Alyson, puntando il dito verso i camerini dell’area abiti da sposa.
«Di nuovo? Ma sarà la quindicesima volta! Quanto ci vuole per decidere uno stupido abito da sposa?» sbraito.
«Decisamente molto di più che per acquistare un negozio…» si lamenta all’improvviso Katie, appena arrivata a lavoro. Subito dopo, getta sul bancone un giornale e mi fa cenno di leggere.
Dio mio, non può essere!
Quando cavolo è accaduto?
No!
«Questo è un incubo e sto ancora dormendo!» strillo, leggendo le prime righe dell’articolo.
«Che cosa c’è scritto?» domanda Carol.
«Oh, cavolo!» si lamenta Alyson, controllando l’articolo.
Chi diavolo è questo James Grant e come ha osato soffiarmi sotto al naso e in meno di una settimana, il mio futuro negozio di fianco a Confetti?!

***

CINQUE MESI DOPO
Finalmente si è degnato di venire a controllare i lavori, maledetto bastardo!
È questo un miracolo?
Sto seriamente vedendo un coupé parcheggiato davanti al negozio accanto al nostro?
Per cinque mesi di fila, il nostro nuovo vicino non si è fatto vedere o sentire. Tuttavia, i suoi muratori e collaboratori non hanno fatto altro che martellare per ristrutturare il suo negozio dalla mattina alla sera.
Hanno disturbato senza sosta e in modo ineducato tutti noi dei negozi vicini.
Ma ora, finalmente, lui è qui.
James Grant.
Il male fatto uomo.
Appena noto la portiera del suo coupé aprirsi, attendo con impazienza di osservarlo per bene.
Sono ferma in piedi a un passo dall’entrata dello showroom e non ho alcuna intenzione di andare via.
Conosco il suo aspetto fisico, la sua data di nascita e altre diverse informazioni che lo riguardano, negli ultimi mesi l’ho stalkerato online e ne vado fiera.
Per abbattere un nemico bisogna conoscere tutto di lui… anche il nome del suo cane.
James Grant è un pasticciere di fama internazionale, il quale non ha fatto altro che costruirsi una carriera splendida, con un curriculum da favola.
Tuttavia, da quel che ho letto nelle interviste, visto nei video on-line e sospettato fin dal primo momento, l’uomo davanti a me è un vero stronzo.
Mr. Grant crede di essere Dio in terra, disprezza tutto ciò che a che fare con i matrimoni e soprattutto, le donne… le colleziona, in serie. Le bionde, le brune, le rosse.
Lo vedo scendere dall’auto con i suoi capelli leggermente ondulati e giusto quel po’ di barba da uomo “navigato” che fa impazzire le donne (ma non me, perché io non cedo a certe cose).
Cammina come se fosse il padrone del mondo.
Ha scritto sulla fronte uomo alfa convinto di se stesso. Anche la sua auto ne è la prova: un coupé duetto cabrio, perché a lui basta un solo posto extra: quello per la donna del giorno.
Siamo a Maggio e ad Atlantic City; non siamo in Alaska ma fa freddo! Eppure, lui sembra incurante di tale cosa.
Infatti, James è giunto qui sul boardwalk con i suoi Ray-Ban e ha deciso di fare l’uomo bello e pericoloso, guidando con il tetto dell’auto abbassato.
«Maledetto! Che tu possa annegare nell’oceano Atlantico!» impreco ad alta voce tra me e poi, mi avvio verso il mio showroom.
Appena entrata, ascolto le mie sorelle lamentarsi, fissando fuori dalla vetrina del nostro negozio.
A quanto pare, lo hanno notato anche loro.
«Lasciate stare quel pover’uomo e tornate al lavoro! Certe volte, siete uguali a vostra nonna. Quattro figlie femmine e una suocera psicopatica. Come ho fatto a ridurmi in questo modo?» si lamenta nostro padre, appena ci becca a fissare il nuovo vicino.
Le mie sorelle si allontanano dalla vetrina ma io rimango ferma a controllare.
«Vera? Mi hai sentito? C’è del lavoro da fare…» aggiunge mio padre, oggi in negozio per darci una mano con delle spedizioni.
Lui non può capire, ormai è vedovo e pensionato.
Non può comprendere che cosa voglia dire competere con i giovani alfa di questo millennio.
«Entro sei mesi quel negozio sarà mio!» dichiaro.
«Ecco, esattamente… uguale a tua nonna.»

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CAPITOLO II

James Grant

Lo osservo da lontano per qualche istante, ancora incredulo per avercela fatta.
Dopo anni trascorsi come socio in una delle migliori pasticcerie di Trenton, ora posso godermi un locale tutto mio.
Il Delicious Sin.
Per mesi ho dovuto gestire a distanza l’apertura perché impegnato fuori città, ma da oggi voglio godermi a pieno il mio negozio a pochi passi dal boardwalk di Atlantic City e quando possibile, anche qualche turista o cliente.
Questo posto mi sta costando un occhio della testa ma so che con il tempo riuscirò a rientrare con le spese.
Forse non quest’anno, magari tra tre anni, ma non ho alcuna intenzione di mollare proprio ora.
Cambiare la licenza, trasformare un vecchio negozio di scarpe in una pasticceria moderna, è stato stressante. Non dormo da circa cinque mesi, dal primo giorno in cui ho acquistato l’immobile in questione nella città dove sono nato.
Scendo dall’auto e compio alcuni passi verso il mio negozio. Ciononostante, quasi subito, mi sento osservato.
Qualcuno mi sta fissando ma non riesco a capire dove.
Controllo nei dintorni nascosto dietro i miei occhiali da sole da trecento dollari e poi, la noto.
C’è una donna infuriata che mi sta guardando appollaiata dietro la vetrina del negozio accanto al mio.
La controllo per bene, non vorrei che sia una delle mie tante ex.
Poi, sposto lo sguardo verso l’insegna e leggo «Confetti – Bridal showroom».
L’unico difetto di questo edificio? Il negozio di fianco.
Appena ci penso, mi viene l’orticaria!
Da oggi dovrò lavorare a pochi passi dalla mia nemesi… il matrimonio.
Le tre cose che odio più di tutto al mondo? I matrimoni, i pasticceri che preparano torte nuziali e le donne fissate con certe cose.
Controllo meglio il negozio a me vicino e mi rendo conto che possiede due vetrine in più, rispetto al mio.
Non se le merita!
Non capisco come qualcosa del genere possa fare tanti soldi, soprattutto più di una pasticceria seria.
Mai e poi mai mi abbasserò a certi livelli, come fa quel Jean Gabin… il vincitore del talent show più famoso di Atlantic City.
So che fornisce tantissimi showroom e locali pur di farsi pubblicità, pur di primeggiare sugli altri.
Che tristezza!
«Alfredo!» strillo, appena entrato in negozio. Ci sono ancora degli operai impegnati a lavorare.
Urlo alla ricerca del mio commis, fin quando Alfredo non appare sulla soglia della porta che conduce nel giardino sul retro.
«Capo, tutto bene? Stavo sistemando di là» mi saluta e subito dopo, mi segue in cucina perché nella sala principale non si può comunicare.
«Hai notato la tizia del negozio qui vicino? L’ho appena beccata a fissarmi da lontano e lamentarsi» domando ad alta voce.
«Quale delle tante? Sono quattro ragazze, non una» mi rivela.
«Non so. Quella di stamattina era alta, con i capelli castani e l’aria da assassina» rispondo.
«Ah, quella! Sì, è la manager del negozio. Ogni volta che vede uno di noi, lo maledice. Tanto che alcuni dei nostri operai si fanno spesso il segno della croce, perché si sono fatti male dopo che l’hanno incontrata» mi informa.
La cosa non mi stupisce, stamattina mi è apparsa parecchio incazzata, anche se fisicamente è abbastanza carina.
Un vero peccato che sia così fissata con i matrimoni.
In fondo, non sarebbe male riuscire a trovare qualcuno da scopare vicino al negozio. Così da avere sempre qualcosa in caldo, anche nelle giornate più fredde.
«Hai parlato con gli operai? Ti hanno riferito se riusciranno a finire in tempo per l’inaugurazione?»
«Sì, capo. Tranquillo. La pasticceria sarà pronta per giovedì mattina» afferma e nemmeno un istante dopo, sentiamo un frastuono giungere dalla sala principale, dove corriamo entrambi.
«Capo, per caso, la ragazza di prima ti ha detto qualche cosa? Ti ha maledetto?» mi domanda Alfredo, entrando in sala dietro di me.
Merda, uno dei tubi del bancone sta schizzando acqua da tutte le parti! Non abbiamo davanti una semplice perdita ma una fottuta inondazione!
E sì, sto annegando come augurato dalla manager dello showroom!

***

L’inaugurazione di ieri è andata più che bene.
Infatti, mi sono fatto una ragazza durante la festa e una seconda donna subito dopo, nel mio appartamento.
Già abbiamo quattro prenotazioni per delle feste che si svolgeranno da qui ai prossimi due mesi. Non mi posso lamentare né come uomo, né come pasticciere.
Tuttavia, ogni volta che metto piede all’interno di questo locale, percepisco una strana energia.
Non so, non capisco.
Non voglio credere a quello che mi hanno riferito gli operai prima di andarsene, ovvero che le tizie di Confetti siano quattro streghe.
Anche se, pochi giorni dopo il mio arrivo: la sala principale si è trasformata nel Canal Grande di Venezia, il forno ha smesso di funzionare, due impiegati hanno contratto la polmonite e un tavolo pieno di dolci si è ripiegato su se stesso durante la festa d’inaugurazione… senza che nessuno lo toccasse.
Ciononostante, voglio mantenere un certo ottimismo.
Dopo il pesante lavoro che hanno sostenuto negli ultimi giorni, ho deciso di dare la mattinata libera a parte dei ragazzi del Delicious Sin e di occuparmi di ogni cosa per le prossime ore. Il weekend sarà molto pesante e ho bisogno di tutti i miei impiegati ben in forze.
Detto questo, insieme a due assistenti, mi sto dedicando alla preparazione di alcuni dolci e delle omelette per la colazione odierna.
Quando si prepara un croissant, non bisogna mai trattenersi nella farcitura.
Un croissant poco farcito è un croissant triste.
Un dolce del genere aiuta a inquadrare perfettamente un locale e il suo proprietario. Un pasticciere che risparmia sul contenuto di un dessert, cerca solo di fare business.
Un cliente felice di prima mattina, sarà un cliente abituale del proprio negozio.
Perché le ore antimeridiane sono il momento peggiore della giornata.
Quando sei disperato e non vuoi andare a lavorare, ci vuole qualcosa in grado di convincerti ad alzare il culo e iniziare la tua giornata di stress.
Fisso l’orologio, poi mi avvicino all’entrata e cambio il cartello da Chiuso ad Aperto, per informare i clienti dell’apertura del negozio.
Sono circa le 7:20 del mattino, a questa ora si fanno vedere in zona soltanto i proprietari dei negozi e degli uffici del boardwalk.
Compio a malapena tre passi e all’improvviso, mi sento fissato. Controllo attraverso la vetrina del Delicious Sin e la vedo, sembra che stia venendo qui.
La manager di Confetti… la strega a capo della congrega che compie sortilegi nel negozio di fianco, tra un abito da sposa e un volantino con le ultime offerte sui viaggi di nozze.
Mi avvicino velocemente al bancone e mi posiziono per servirla.
Lei entra nel mio locale come se stesse calpestando dei vetri rotti, guardando tutto ciò che la circonda con disgusto.
Le sto sui coglioni, questo l’ho capito ma non è una ragione valida per osservare il mio locale in questo modo!
«Posso fare niente per lei?» le domando.
Lei sposta lo sguardo e mi fissa per qualche istante.
Ha indosso un vestito molto aderente e sexy.
Ciononostante, preferisco passare. Se lavorare vicino a lei riesce a suscitarle certe reazioni, scoparsela deve essere un’impresa impossibile.
Troppo perfettina. Si nota da lontano un miglio… questa tizia si prende troppo seriamente e di sicuro, fa la stessa cosa con i matrimoni.
No, grazie.
Già la immagino a preparare il suo matrimonio perfetto, con tanto di marito al guinzaglio come un povero cane.
Il sol pensiero mi fa venire i brividi.
Un film horror per feticisti fissati con il BDSM. Per sadici e company.
«Sì, sono qui per un caffè e per assaggiare qualcosa» risponde, avvicinandosi al bancone.
Poi, inizia controllare tutti dolci che abbiamo già esposto e infine, fissa i croissants.
«Un croissant alla crema da portare via e un caffè decaffeinato» ordina, altezzosa.
Mamma mia, che soggetto!
Se fossi un patito del suo business, le darei pan per focaccia, entrando nel suo negozio… ma fortunatamente odio il matrimonio.
Le persone dovrebbero godersi la vita e il sesso senza legami, fino all’estinzione della razza umana.
Inoltre, l’idea di cambiare pannolini a dei bambini mi provoca inquietudine.
La servo con molta lentezza e nel frattempo, la studio.
Lei mi guarda male senza battere ciglio, la sua presenza risulta estremamente inquietante. Pertanto, ricambio, comportandomi allo stesso modo.
Chi si crede di essere questa pazza psicopatica fissata con i matrimoni?
«Desidera altro? Purtroppo, non abbiamo calderoni pieni di leccornie o scope per streghe, ma se vuole, posso fargliele avere entro il trentuno Ottobre» affermo, nascondendo un sorriso.
All’istante, la vedo sussultare e subito dopo tale reazione, la strega davanti a me inizia a guardarmi con odio e disprezzo.
Non si merita altro, dopo le maledizioni che ha scagliato su di me e il mio negozio.
«Lo so che cosa dicono in giro i suoi operai e i suoi impiegati, ma né io né le mie sorelle siamo delle streghe. Siete voi quelli che siete venuti qui e avete deciso di usurpare la nostra nuova ala del negozio!» rivela, incuriosendomi.
«Nuova ala?»
«Sì, voi del Delicious Sin non mi avete neanche dato il tempo di andare all’agenzia immobiliare e fare la mia offerta per questo negozio. Lo avete comprato nel giro di ventiquattr’ore! Ma tanto io non vado da nessuna parte e prima o poi, sarà mio! Il suo negozio fallirà da qui a sei mesi!» dichiara, puntando il dito verso di me dall’altra parte del bancone.
«Ne è sicura? Secondo le statistiche, i matrimoni sono in calo. Siamo sicuri che sarà la mia pasticceria a chiudere e non il vostro showroom?» le domando, acido.
La fisso mentre paga il suo croissant, è isterica. Poi, afferra con forza il pacchetto dalla mia mano.
Infine, la vedo uscire come una furia dal Delicious Sin e subito dopo, scoppio a ridere per almeno venti minuti.
Ora so come farle saltare i nervi.
Domani mattina appenderò un cartello sulla vetrina del negozio, per ringraziarla della sua ultima maledizione.
Croissants gratis per tutti i single.

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“Confetti a colazione” di Aura Conte
© Copyright 2018 Aura Conte – Tutti i diritti riservati.

NOTE:
[1] Confetti: in inglese con il termine “confetti” ci si riferisce ai “coriandoli” di diverse dimensioni, i quali vengono utilizzati durante le celebrazioni. Nei matrimoni americani, i confetti vengono utilizzati al posto o insieme al “riso”. Il termine è molto comune nei paesi anglosassoni in riferimento ai matrimoni. Anche la frase “Breakfast Confetti” è spesso utilizzata (e conosciuta come ricetta culinaria: omelette alle verdure e bacon) ovvero: confetti a colazione.