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10 Rules: Regole che seguo durante la stesura dei miei libri…

Ho deciso di dedicare il primo “vero” post di questo nuovo blog a qualcosa di particolare.

Ogni qualvolta che scrivo una storia (a solo), seguo delle regole ben precise e oggi voglio condividerle con voi. Da anni, ormai, sono dell’idea che un libro debba contenere un incipit, un climax e un finale… ma anche altro.

Iniziamo…

1) Limite 1: Mai baci prima del sesto capitolo, tranne in casi estremi dettati dalla trama.
2) Limite 2: Mai sesso tra i protagonisti prima del nono-decimo capitolo.
3) Limite 3: Mai frasi come “Ti amo“, prima degli ultimi due capitoli (se non nell’epilogo). Esempi: RUDE, la serie Confetti, Dive…
4) Ogni mio libro ha un incipit abbastanza lungo. Non parto mai di botto con dialoghi o senza descrivere ambiente/scena/stato d’animo… sia perché mi fa strano leggere qualcosa senza una sorta di premessa, sia perché in generale sono per lo slow-burn. Ovvero, per le relazioni che “bruciano” piano, piano. Prima problemi o battibecchi… poi, attrazione e INFINE amore. Nessuna fretta.
5) Tutti i miei personaggi hanno una vita, al di là della storia d’amore. C’è chi ha problemi in famiglia, chi un lavoro stressante, chi non riesce a dimenticare il proprio passato. Alcuni affrontano la vita con freddezza, altri con isteria o coraggio.
6) Limite 4: Non troppe scene di sessonon scrivo erotici a mio nome.
7) POV maschile: Pochissime frasi assurde e troppo romantiche in bocca a uomini alfa! Odio certe cose da lettrice, figuriamo d’autrice. Gli uomini non si esprimono come noi donne, non si fanno centinaia di trip mentali e nemmeno tutte le donne pensano frasi colme di aggettivi. Le mie “ragazze” o sono matte o pragmatiche… come me.
8 ) No ripetizioni o giri di parole, una storia va elaborata e non deve essere tirata troppo per le lunghe. Per questo i miei libri non sono dei mattoni. Va inoltre scritta in modo semplice, deve arrivare a tutti. Non scrivo per ostentare la mia cultura ma per raccontare storie d’amore (la maggior parte delle volte… ogni tanto scrivo thriller o fantasy).
9) Mai pubblicare un libro senza averlo editato, messo in mano alla mia editor personale (aka Connie F.) e a due beta, per poi essere ricontrollato da me un’ultima volta nei giorni precedenti alla pubblicazione. Quelli di Twitter conoscono tutti i vari passaggi. Nei miei libri, possono solo scapparci principalmente refusi (ci sono e gli ammetto senza drammi), perché io e chi mi aiuta siamo umani. Tutto qui. Infatti, chi mi ha contattato negli anni per farmeli notare, è sempre stato trattato con educazione e ringraziato. Non sono perfetta, ne sono consapevole e non voglio esserlo!
10) Impegnarsi in fase di stesura e di editing, per rendere il libro più scorrevole possibile con frasi brevi, seguendo attentamente l’analisi grammaticale e preferendo una narrazione al presente (tuttavia, alcune vecchie storie le ho scritte al passato). Meglio beccarsi un commento come “frettoloso” (anche se il testo non sempre lo è) che “noioso” o “di difficile comprensione”. C’è a chi piacerà e a chi non piacerà, ma va bene.

Al prossimo post,
Aura

Questo post sarà presto disponibile in versione audio/podcast sul mio Instagram ufficiale @auraconte.