Una via senza ritorno…

EnglishItalian

street-381227_640Vi domandate mai dove la nostra società stia andando? Specialmente quando leggete i pensieri/status online?

Ultimamente non posso fare a meno di notare che più leggo i pensieri delle persone e più penso: centinaia di parole scritte ma nessun fatto concreto. Solo lamenti, sfoghi e niente vita… tranne ogni tanto quella altrui.

Internet ne è pieno, di rado è possibile trovare bacheche, blog e affini con pensieri positivi. Il 90% delle bacheche online sono “ripiene” di pensieri tristi, drammi, litigi, ricercare scontri e lamentele ripetitive. Condividere uno status non riguarda più trovare un punto d’interesse in comune ma un semplice “io mi lamento e tu come amico devi compatirmi” (commentare e cliccare su “Mi piace”). Un continuo flusso continuo delle stesse identiche informazioni (personali e non), come se nessuno riuscisse più a discutere di uno o due argomenti di vario genere. Una totale mancanza di diversificazione socio-multimediale.

La vita intanto scorre, corre e ci sorpassa. Un giorno abbiamo 25 anni, quello dopo 41 ma continuiamo a fare sempre le stesse cose, specialmente online. Non è triste? Non dovremmo evitare di dare per scontato di avere “tempo per vivere”? Lamentarci sempre delle stesse cose… come può ciò renderci “vivi”? Le stesse cose sono esterne alla nostra vita, non siamo noi, non riguardano i nostri “life-goals” o qualcosa che renderà la nostra vita migliore come esseri umani.

Prendiamo un anno a caso: 1997. Vi ricordate com’era vivere per davvero a quei tempi? Le giornate non erano una continua ricerca di consensi nelle nostre bacheche o blog social. Bensì, le giornate erano piene di vita. Studio/Lavoro e poi fuori di casa a “vivere”, fare esperienze vere, conoscere persone, discutere di tutto ciò che era “vita” nel bene e nel male.

Bisogna amare la tecnologia ma mai tradire la vita… però è su quella via che camminiamo.

Post translated here via Google.