In aura conte/ Blog/ Writer's life

Una pagina di diario…


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Prima di scrivere questo post nel mio blog/diario, ho riflettuto per giorni. Non sono tipo che condivide apertamente ciò che le frulla nel cervello, non lo sono mai stata tranne che per un breve periodo dal 2009 al 2012.

Tuttavia, in questa serata di Agosto, ho deciso di condividere qualche risposta alle domande che in diversi si sono posti su di me come donna e autrice, scrivendo questo post Marzulliano.

  1. Perché sparisco spesso dalla circolazione per settimane o smetto di interagire con le persone? Provo rancore per qualcuno? 

C’è chi soffre quando solo, be’ io no. Quando sparisco per un breve o lungo periodo non c’è mai una ragione precisa. La mia vita offline, la scrittura e ciò che mi passa per l’anticamera del cervello sono l’unica causa del mio silenzio. Vi spiego, sono “storta”… come si dice qui. Vivo la vita al contrario, da sempre. C’è chi si trova male quando passa periodi in solitudine e trova normali le giornate popolate da persone, e chi vive come me. Io… sono abituata a vivere da sola, fare tutto da sola e stare bene in totale solitudine. Chiamatela sindrome da figlia/nipote unica o essere degli eremiti, non importa. Per me è “strano” interagire in continuazione con le persone. Per me è “normale” Twitter dove bastano poche frasi per esprimere un pensiero e “assurdo” Facebook, aka il “muro del pianto” con sfoghi costanti, polemiche o telecronache giornaliere sulla vita altrui. Magari sono un po’ vintage, vivo come negli anni ’90, quando i pensieri non trovavano sfogo di continuo. Non so. Pertanto, quando rimango silenziosa per lungo tempo, non provo rancore per qualcuno ma sto vivendo la vita a modo mio. Magari sto mangiando un burritos e basta o riflettendo su qualche argomento.

2. Perché su Twitter (e ogni tanto anche su Facebook) condivido spesso frasi d’amore che sembrano frecciatine per qualcuno?

Sebbene sia una flirtatrice seriale, le frasi che condivido con suggerimenti vari (esempio: una persona deve farti sentire amata) non sono dirette a qualcuno in particolare. Sono single… per scelta… per ora. Semplicemente, concordo con i concetti condivisi. Quest’anno sembra una continua conferma di ciò che penso da tempo, ovvero che non sono adatta per “stare” con un certo tipo di uomo… né di sposarlo e ora, nemmeno per flirtarci. Tutti gli uomini che mi hanno circondata di recente hanno provato a coinvolgermi nelle stesse situazioni (che odio)… mezze-relazioni (spesso a distanza), non serie, senza un futuro e soprattutto, passive. Per relazioni passive intendo: rapporti durante i quali l’uomo neanche si degna mai di inviarti per primo un messaggio di “buonanotte” prima di andare a dormire, ma che però si offende quando tu non lo fai. Relazioni in cui la donna deve fare tutto e l’uomo non muovere un dito. Per tale ragione, sono giunta alla conclusione che preferisco rimanere single che “dare, dare, dare di continuo” senza ricevere 1/8 di tale amore. Meglio single… più tempo per scrivere e più GB nello smartphone.

3. Perché ho dato una svolta più leggera ai miei ultimi libri?

Alcuni mi hanno domandato maggiori info riguardo alle mie scelte editoriali di Maggio/Giugno, più volte. Sono passata da romanzi dark come Pecador e Un’ombra tra le righe a commedie leggerissime o thriller/sport romance ambientati intorno al mondo. Molto spesso, le persone non si rendono conto che ci sono autori che scrivono per gli altri (spesso per soldi/fama/fumo/per piacere) e autori che scrivono (anche) come forma di “terapia”… per loro stessi, per dare sfogo o curare ciò che provano. So di essere brava a promuovermi e che la cosa urta i nervi a tanti (sia CE che scrittori), ma anche se non sembra… be’, io rientro nella seconda fascia di scrittori. Fin da piccola, la vita mi è stata stretta. Ho sempre avuto bisogno di qualcosa in più del normale o di diverso, di vivere di più e mangiare di più per nutrire corpo, anima e curiosità. Ho avuto bisogno di aggrapparmi a tutto ciò per superare situazioni che spesso mi hanno quasi portata a farla finita. Per questo motivo ho iniziato a scrivere… e per tale motivo continuo a farlo ogni giorno.
Ultimamente, ho dato una svolta più “leggera” solo perché avevo bisogno io stessa di tale leggerezza, visto il periodo di merda che ho vissuto. Un anno di crisi profonda, di analisi, silenzio e stress per cose assurde che non vi sto a elencare ma che riguardano anche la salute, i miei possibili figli in futuro (se mai ne avrò) e la mia famiglia. Per questa ragione ho deciso di viaggiare con Kim & Darko, lanciandomi dal Leap of Faith (mentalmente), riprendere una vecchia serie dal cassetto come Confetti e nei prossimi mesi continuare con i mie “Mr”. Perché ne avevo bisogno… come persona. So che molti cercano sempre e solo libri pomposi, su coppie prolisse e drammi esistenziali… so bene che questi vanno per la maggiore e fanno passare gli autori per persone fighe e profonde, ma non è ciò che cerco come lettrice e come autrice. Io sono lunatica, scrivo i libri in base al mio umore/vita (ormai qualcosa di mio la metto sempre) e sono felice di poter utilizzare la parola multi-genere… perché, se no, non saprei come identificare la mia caoticità e il fatto che non riesco a pubblicare due libri di fila dello stesso genere.

4. Perché non pubblico selfie di continuo come tutti?

Tutto ciò non è legato alla mia bellezza o a insicurezze varie, infatti online si trovano video/audio da me filmati (ne trovate due a fine post) e si sa che questi non si possono ritoccare, al max puoi mettere un filtro e cambiare colore. Non condivido foto pubblicamente perché preferisco mostrare il mondo come lo percepisco/osservo/vivo (come faccio nei miei libri) che mostrare me stessa… a chi fotte di vedermi in foto ogni santo giorno, in fondo? Perché condividere ogni sabato sera la solita selfie con le amiche? Meglio condividere dei cocktail e far partire un sondaggio… Tequila o Margarita? Così da far divertire tutti i “followers” e non solo lo spasimante di turno… il quale, potrebbe anche muovere un dito, ogni tanto (vedi domanda n.2).

xoxo,
io


ENGLISH

Note: I simply copied and pasted the translation from Bing, which was better than the automatic one.

Before writing this post in my blog/diary, I have been thinking for days. I’m not the kind of woman who openly likes to share what’s in her brain, I never did it except for a short period of time for love.

However, in this evening of August, I decided to share some answers to the questions that in several have asked me as a woman and author, writing this post Marzulliano.

  1. Why do I often disappear from circulation for weeks or stop interacting with people? Do I hate anyone?
    There are those who suffer when alone, well I do not. When I disappear for a short or long period there is never a definite reason. My life offline, writing and what passes through the anteroom of my brain are the only cause of my silence. I mean, I’m crooked… as they say here. I live my life upside down, always. There are those who find it bad when they spend periods in solitude and find normal days populated by people, and then there are people like me. I’m used to living alone, doing everything alone and being comfortable in total solitude. Call it a single daughter’s syndrome or be a hermits, never mind. For me it’s “weird” to interact with people constantly. For me is “normal” Twitter where you need only a few sentences to express a thought and “absurd” Facebook, aka the “Wall of tears” with constant outflows, controversy or daily newsreels on the life of others. Maybe I’m a little vintage, too 90s, when thought had no way to get out of your mind continuously. I don’t know. Therefore, when I remain silent for a long time, I do not hold grudges for someone but I am living life my way. Maybe I’m eating a burritos and just reflecting on some topic.

2. Why on Twitter (and sometimes even on Facebook) I often share love quote that seem to be referring to someone?

Although I am a serial flirter, the phrases that I share with various suggestions (example: a person must make you feel Loved) are not directed to someone in particular. I’m single… by choice… for now. I simply agree with the shared concepts. This year seems a continuous confirmation of what I think from a long time: I am not fit to “be” with a certain type of man… nor to marry him and now, not even to flirt. All the men who have surrounded me recently have tried to involve me in the same situations (I hate)… half-relationships (often at a distance), not serious, without a future and above all, passive. For passive relations I mean: relationships during in which a man forgets or doesn’t even send a “Goodnight” text before going to sleep, but he starts to complain when you do not. Relationships where the woman has to do everything and the man does not move a finger but wants everything. For this reason, I came to the conclusion that I prefer to remain single that “give, give, give continuously” without receiving 1/8 of such love. Better single… more time to write and more GB in the smartphone.

3. Why did I give a lighter turn/vibe to my last books?

Some have asked me more info about my editorial choices of May/June, several times. I have gone from dark novels like Pecador and A shadow between the lines to very light comedies or thriller/Romance sports set around the world. Very often, people do not realize that there are authors who write for others (often for money/fame/smoke & mirrors) and authors who write (also) as a form of “therapy”… for themselves, to vent or cure what they feel. I know that I am good at promoting myself and that it strikes the nerves to many (both publishers and writers), but even if it does not seem like… well, I am part of the second kind of writers. Since I was a child, my life wasn’t enough. I always needed something more than normal or different, to live more and eat more to nourish body, soul and curiosity. I needed to cling to everything to overcome situations that often almost brought me to give up my existence. That’s why I started writing… and for this reason, I keep doing it every day.
Lately, I have given a more “light” turn/vibe to my books because I needed the same lightness myself, given the period of shit that I have been through. A year of profound crisis, analysis, silence and stress for absurd things that I am not going to list but also concern health, my possible children in the future (if I will ever have some) and my family. For this reason, I decided to travel with Kim & Darko in Dive, launching myself from the Leap of Faith (mentally), to resume an old series from the drawer as Confetti and in the coming months continue with my “Mr” series. Because I needed it… as a person. I know that many are always looking for pompous books, on long-winded couples and existential dramas… I know that these sell like chips and make the authors pass for cool and deep people, but it is not what I seek as a reader and as author. I am moody, I write books based on my mood/life and I’m happy to be able to use the word multi-genre… because, if not, I would not know how to identify my caoticity and the fact that I can not publish two books in a row of the same genre.

4. Why I don’t share selfies continuously as everyone?

This is not related to my beauty or to various insecurities, in fact online you can find video/audio of me (there are two at the end of the post) and you know that these can not be retouched, at the max you can put a filter and change color. I do not share pictures publicly because I prefer to show the world as I perceive/observe/live (as I do in my books) than to show myself… who would care about pictures of me , every single day? Why share every Saturday night the usual selfie with my friends? I prefer to share cocktails pics and start a poll… Tequila or Margarita? To entertain all the “followers” and not just one of the many pretenders… which, could also move a finger, sometimes (see question 2).

Xoxo,
me