Recensione: “18 Giorni” di Sara Fiore

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Sara Fiore, l’autrice del racconto “18 Giorni“, ha un dono speciale… quello di trasmettere emozioni. Già dalla quinta pagina del racconto, il lettore riesce sentire a pelle ciò che prova la protagonista, nel bene e nel male.

Il testo, infatti, riguarda la storia di una famiglia, nello specifico di una madre, la quale scopre che sua figlia è affetta da una cardiopatia congenita.

Capitolo dopo capitolo, attraverso gli occhi della madre, vengono narrati i primi 18 giorni della vita della piccola tra paure e prime esperienze, spesso mancate.

Oltre le emozioni trasmesse dall’autrice, ciò che colpisce di “18 Giorni” è la veridicità della storia.

Insieme alla presenza di altre famiglie nella stessa situazione, la protagonista non viene mai descritta come la donna perfetta, ma come una mamma emotiva con dubbi, dolori, pensieri e irrazionali sensi di colpa. Una protagonista che spesso viene sopraffatta dalla situazione, come quando afferma: “Penso che non sia stata capace di crearti sana come avresti dovuto essere“. Un pensiero irrazionale ma umano, il quale non illude il lettore.

Il racconto è molto scorrevole e si legge tutto d’un fiato. Ogni dettaglio risulta talmente ben descritto che, come scritto sopra, ti catapulta immediatamente dentro la storia.

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Trama: Ci sono attimi in cui la vita rallenta. Ore di lunghe attese, piene di paura e speranza. Così sono trascorsi i primi diciotto giorni della vita di mia figlia. La sua vita è iniziata difficilmente, da un ospedale all’altro per poter sopravvivere a un problema congenito. Non è stato facile affrontare quei momenti tra l’emotività e gli imprevisti post parto, quando si tira fuori una forza che non si sa neanche di avere. In queste poche parole voglio raccontarle cosa è successo in quei giorni, felice che lei non ne ricorderà mai nemmeno uno.

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