L’utilità della Giornata contro la violenza sulle donne

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international-day-elimination-violence-against-womenIl post che vado a scrivere si basa su esperienze personali. Pertanto, poiché si tratta della mia vita, le polemiche non sono accettate. Non lo scrivo per ricevere “pietà“, ma per far comprendere quanto siano utili giornate come quella odierna.

Premetto, inoltre, che con me non sia possibile utilizzare la frase “se l’è andata a cercare” perché sono una persona: molto calma; riservata; non prendo l’iniziativa con gli sconosciuti;  non vesto con abiti succinti  o trasparenti, perché curvy e non mi va di apparire volgare; etc…

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Qualche anno fa, in un pomeriggio d’estate, decisi di uscire per andare in farmacia. Fin qui nulla di strano, visto che avrei camminato in una via sempre molto affollata della mia città (via Garibaldi). Un’occasione comune, nulla di particolare.

Tuttavia, dopo aver concluso i miei acquisti, improvvisamente un uomo sconosciuto mi ha strattonata e tirata a sé per palpeggiarmi e altro. Sì, in pieno centro e alla vista di decine di persone, non in una strada limitrofa o deserta.
Quasi immediatamente iniziai a gridare, insultare, reagire e mi allontanai da lui che con forza continuava a trattenermi. Un vero casino alle 18,10 del pomeriggio.
Ora, cosa pensate abbiano fatto i tanti testimoni di tutto ciò? Logica vuole che qualcuno di vicino sarebbe dovuto intervenire… e invece, niente.
Sono stata lasciata sola a fronteggiare la situazione, anche dopo che ciò si è compiuto… voglio dire, nessuno si è avvicinato o mi ha aiutata. Sono rimasti lì a osservare la scena, silenziosi e immobili.
Volete sapere perché? La persona in questione è risultata essere un amico di tanti negozianti della mia zona, quindi poteva anche violentarmi e nessuno si sarebbe opposto. Stiamo parlando di un uomo all’apparenza normale, sempre ben vestito e loro cliente.
Vi sembra normale? Non credo.

Ne uscii con due ecchimosi sulle braccia (per essere stata trattenuta con forza) e tanta paura.

Da quel giorno, questa persona non si è più avvicinata vista la mia reazione, tuttavia mi lancia occhiate d’odio a distanza… ed io ricambio. Vedete, io non dimentico ma affronto, punto il dito e non starò mai zitta a riguardo. La morale di tutto ciò è che spesso bisogna lottare da sole per essere rispettate, non dimenticatelo mai.

Questa è soltanto una delle diverse esperienze che ho vissuto. Sì, ce ne sono state tante altre:
1) Come il meccanico (amico di tanti) che cerca di importunare le donne che passano davanti alla sua officina (me inclusa). Il quale sparla dietro le spalle di chi lo ignora e che se la ride insieme ai suoi colleghi dei negozi vicini (gli stessi che hanno fatto finta di non vedere… #omertàperglistupidi).
2) I diversi misogini online che attaccano ristrettamente le donne e poi fanno i “supporter”, quando qualcuno attacca una delle loro amiche o che fanno le vittime quando considerati molesti.
3) Il fidanzato di un’amica che l’ha picchiata e abbandonata in mezzo al nulla… incinta di 7 mesi. Con me a cercare di darle aiuto al telefono, poiché in un’altra regione.
4) Telefonate minatorie, minacce e altro.
5) Fughe dai maniaci di turno.
Etc, etc.

Basta fermarsi e riflettere un po’, per comprendere che certe “giornate di sensibilizzazione” siano utili. Lasciate che vi spieghi perché di tale utilità, sebbene le mie esperienze non mi abbiano mandata all’ospedale.
La giornata contro la violenza sulle donne serve…

  1. Per far smettere di ridere e fraternizzare con chi compie tali atti.
  2. A non supportare o giustificare tali gesti.
  3. Per sensibilizzare le nuove generazioni a reagire quando si subisce della violenza (fisica o psicologica).
  4. A far sentire (speranzosamente) delle merde chi compie violenza.
  5. Per far comprendere che non bisogna tacere ma reagire, che basta cercare in giro per trovare dell’aiuto.
  6. A far notare che la violenza può essere anche psicologica, non solo fisica.
  7. A dare la forza per combattere contro certi soprusi.
  8. A far capire che quando ti senti cambiata per via di tale violenza, non devi incolpare te stessa ma allontanarti da chi voglia nuocerti.
  9. Infine, a condividere storie per puntualizzare che certe cose accadono nella realtà, anche la più vicina a noi.