Le riflessioni dell’eremita: Perché alcune persone pensano che recare del male agli altri li renda migliori di loro?

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writing-923882_640Sebbene io sia un’eremita, quindi chiusa nel mio angolino in silenzio, non posso fare a meno di osservare chi mi circonda. Puntualmente, nelle mie timeline e nella vita reale, incontro brava gente che si lamenta del male che gli viene fatto.

Questo post è stato ispirato da un tweet di uno scrittore italo-inglese, il quale mi ha fatto riflettere tutta la notte. Quindi non ha nulla di personale, prima che qualcuno gli dia una sbagliata interpretazione o me lo rubi senza autorizzazione (tutto il materiale di questo sito è protetto da copyright).

Cercando di essere obiettivi e analizzando le personalità di tali soggetti come se fossero personaggi di un libro… Perché alcune persone pensano che recare del male agli altri li renda migliori di loro?

La lista di come tali persone rechino del male è lunga: offese, razzismo, omofobia, mancanza di rispetto per la vita e il lavoro altrui etc. Tuttavia, il tratto che mi affascina di più di questi soggetti è il loro modo di pensare… Avete mai notato come questi cerchino in continuazione consensi, ripetano sempre gli stessi concetti e cerchino di convincere/autoconvincersi di essere sempre nel giusto?

Se fossero dei personaggi di un libro… dopo aver ripetuto lo stesso concetto 300 volte di seguito, farebbero chiudere il testo al lettore (per poi lanciarlo dalla finestra).

Se fossero personaggi di un libro… quello che offende in continuazione: sarebbe solo l’invidioso che non è riuscito a realizzarsi, il razzista: un nordista che ce l’ha con migranti e gente del sud, l’omofobo: quello con problemi sessuali e sadico, il poco rispettoso: un altro soggetto che non sopporta il successo altrui.

Tuttavia, ammetto che come scrittrice sempre alla ricerca d’idee, questi soggetti m’ispirano… sì, uno o due personaggi da mettere in manicomio, come quelli nelle sub-narrazioni. I cosiddetti “esempi” a cui nessuno importa più di tanto, poiché troppo stereotipati.

Per quanto mi riguarda… mah! Sono troppo solitaria oramai per tutto ciò e sinceramente, non m’interessano certe cose. Maggiori info su questa mia scelta di vita, qui. Le polemiche le lascio a chi ha più tempo da buttare di me. Gli odi dopo un po’ mi fanno addormentare. Le persone che si mettono su un piedistallo grazie alla vita o arte altrui, non le trovo originali e interessanti. Nel mio caso quando si decide di far del male a qualcuno sempre solitario, che sta nelle sue, riservato e che pensa solo a curare le proprie cose senza intralciare quelle altrui…
Bisognerebbe davvero fermarsi a riflettere oggettivamente.
Lo psicopatico che dovrebbe farsi una vita propria non è il solitario, ma colui che fa del male agli altri per piacere personale e raccogliere consensi.
Non importa quanto lo psicopatico decida di autoconvincersi che sia nel giusto, alla fine sempre tale rimane. Far del male agli altri non ti rende migliore di loro (indipendentemente dagli orribili difetti che questi possano avere).