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BACKSTAGE: Un’ombra tra le righe


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Un'ombra tra le righe - Aura Conte

Quando nel 2014-15 ho iniziato a scrivere la sinossi di “Un’ombra tra le righe”, non avevo idea delle mille sfaccettature nascoste dietro un tema così drammatico come quello dello “stalking”. Né ero convinta di essere pronta a rifiutare due contratti importanti per pubblicarlo senza censure… e soprattutto, meno rosa/romance.

Fino ai primi mesi del 2016, sebbene fossi stata vessata più volte online da uomini e/o donne (anche in gruppo), credevo che lo stalking si limitasse a una sola categoria: una persona ossessionata da un’altra. Invece, mi sbagliavo.

Ci sono diverse tipologie di stalking, legate o meno alla sfera sessuale. Lo stalker presente in “Un’ombra tra le righe” è di tipo predatore-risentito ed è un uomo, per questa ragione nella scheda del libro è inserita una nota a riguardo. Ovviamente, dal mio canto, ho costruito il personaggio adattandolo alla storia e unendo più aspetti presenti in certe persone.

Lo stalker di UOTLR (predatore-risentito) non si limita a importunare la vittima vessandola, attaccandola, diffamandola per un lungo periodo (pubblicamente o meno), bensì brama e desidera sottomettere sessualmente la sua vittima.
La violenza è un caposaldo di uno stalker di tipo sessuale, il quale non si limita soltanto a qualche complimento ma a contenuti nei quali sesso e violenza diventano un tutt’uno, come torture sessuali, atti forzati e non consenzienti, violenze fisiche etc. Potete trovare maggiori informazioni qui e qui.

Per quanto riguarda la vittima, narrare il suo punto di vista è stato facile e difficile allo stesso tempo.
Facile perché io stessa sono stata attaccata (anche pubblicamente e per molti mesi/più di un anno) come la protagonista Maya Andrews.
Difficile perché certi gesti, certi rapporti umani, ti segnano e fanno male… lasciano dentro di te ansia, angoscia e paura, perché pensi di non poter più fuggire dal tunnel dove una persona violenta ha deciso di relegarti. No, non sto parlando soltanto di esperienze legate alla mia professione ma anche alla sfera privata.
Pertanto, immedesimarsi, rivivere, rielaborare e narrare certe emozioni è stato complicato. Anche perché in fase di editing sono stata attaccata da una persona (che ancora non smette di farlo, dopo un anno e più di mio silenzio, rispetto, lealtà, gentilezza ed educazione).
Come Maya, spesso mi domando: questo mestiere vale le sofferenze e l’odio che suscita? Alle volte, penso proprio di no… perché anche nel silenzio, anche quando nel giusto, vieni presa troppo di mira, sebbene la tua unica pecca sia quella di mettere su carta le tue fantasie e venderle a bassissimo costo (nel mio caso).
Noi scrittori non siamo attori o cantanti, bensì una categoria che vive l’arte lontano dai riflettori.
Sì, siamo presenti e seguiti nei vari social network e allora? In fondo, la base dei social non è “scrivere e condividere”?
Ci meritiamo tutto questo odio?  Costringiamo le persone a leggerci? Come lettrice, vengo mai costretta da qualcuno a leggere il suo libro? No, eppure alcune persone sono convinte del contrario e ti odiano come se fosse colpa tua qualsiasi cosa, anche il loro comportamento ossessivo, colmo di insulti e violento… perché l’odio è violenza, non importa se suscitato da invidia o desiderio sessuale. Esattamente come una vittima non costringe uno stalker a perseguitarla. Alla fine, che cosa è uno stalker se non un hater… una persona che odia e diventa ossessiva/violenta?

Ecco perché Maya Andrews (la vittima) è una scrittrice e non una persona più comune. Se la protagonista fosse stata altro, il libro avrebbe avuto altre dinamiche. Il mestiere delle scrittore è quindi una chiave per leggere tra le righe di questo libro.

Piccola nota *attenzione spoilers*: quando sono stati condivisi i primi estratti del libro dalle mie beta-readers, sono rimasta sorpresa. Alcune persone hanno identificato l’eroe nella figura dello stalker (a prescindere dalla storia), visto il suo modo di esprimersi… violento e sensuale.

Per questa ragione mi sembra giusto aggiungere due parole per chi predilige certi personaggi: vi prego, dividete la realtà dalla finzione. Forse non avete mai vissuto episodi di violenza di alcun tipo (beate voi), ma questa esiste ovunque ed è pericolosa in qualsiasi forma. Anche io amo i dark romance e i cattivi ragazzi ma ci sono dei limiti (sesso non consenziente + violenza= no, grazie) e spero che il mio Thriller psicologico/Romantic suspense possa aiutarvi a delinearli.

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